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“IL GRANDE VUOTO ACCECANTE: IL DESERTO
DOVE IL VENTO A VOLTE SOFFIA COSI’ FORTE CHE, MISTO A SABBIA, RIESCE A SMERIGLIARE I VETRI DELLE AUTO.”

Dove le dune con i loro favolosi ghirigori si perdono oltre l’orizzonte, sotto un sole senza scampo, spietato, quella natura dura, esigente, dove tutto è rigorosamente immobile ed essenziale, mi faceva sentire perfettamente a mio agio, come se ci fossi nato e sempre vissuto.

Ci sorprese una tempesta di sabbia. Non si vedeva più niente e quando finalmente il vento smise di soffiare dovemmo liberare l’Aziza che quasi era rimasta coperta. Fu un viaggio duro, durissimo, ma ora, nel ricordo, rimane il più bello che io abbia fatto.

Un giorno, nel deserto della Nubia, sulla pista per Abu Simbel, incrociai un enorme autocarro dell’esercito egiziano.
Il soldato che stava al volante guardò ridendo la mia fuoristrada e disse “aziza”, che in arabo significa carina, è un aggettivo dato a donne giovani, belle e desiderabili.

Così nacque la serie delle Azize.

Nino Cirani pubblicò numerosi reportage fotogiornalistici sulle riviste più prestigiose. Nel 1973 raccontò le sue esperienze in un libro “Il raid automobilistico”.

Come, dove, quando. “Editoriale Domus”, un manuale pieno di consigli e disegni esplicativi per affrontare nel migliore dei modi un raid d’avventura.

L’equipaggiamento veniva preparato con grande meticolosità: la sua fuoristrada, dove tutti gli organi meccanici e i serbatoi erano protetti da piastre metalliche, era modificata personalmente nell’officina milanese dell’amico Amedeo Gaiani.

Nino Cirani descrive a lungo la preparazione della vettura e degli accessori necessari all’impresa: la tenda da tetto viene definita superiore a qualsiasi prodotto tradizionale

Sull’Aziza si poteva trovare di tutto: attrezzi per riparazioni e per la cucina, taniche supplementari per il carburante, un piccolo frigo per conservare le pellicole fotografiche, una scure, piccone e badile. Ma anche un machete, un fucile e una pistola. In queste immagini potete osservare l’Aziza 3, i lavori di preparazione richiesero 1500 ore.